La fotografia come trait d’union fra la poesia e la scultura, nel luogo che celebra il passaggio cruciale fra la vita e la morte. “Staglieno meditazioni fotografiche. Da François Villon al cimitero monumentale di Staglieno” di Stella Lombardo e di Cristina Piccardo. 47 scatti in bianco e nero stampati, frutto di dieci anni di lavoro nel museo a cielo aperto più grande d’Europa, un tempo meta del turismo colto, che interpretano con taglio inedito le statue cimiteriali dei secoli XIX e XX alla luce dei versi di François Villon, poeta maledetto del Quattrocento francese dalla vita esagerata e tanto attuale nella sua debolezza e nei suoi turbamenti, che ha ispirato anche la “ Ballata degli impiccati” di De Andrè.
Dedicata al tema dell’amore, la sezione realizzata da Cristina Piccardo, con quei volti dall’espressione intensa e quei scorci di “ corpo femmineo, così tenero / così prezioso, liscio, soave”, quasi un’ode alla donna che si fa via via madre e figlia,amante e sposa.
E gesto vitalistico e desiderio la scelta di Stella Lombardo genovese come la collega.
Ecco allora languore e disperazione, rabbia, e meditazione, un passo dopo l’altro nel faticoso percorso di conoscenza che tocca a ognuno di noi prima della sosta finale. “ Ritratto dell’umanità in vita e non in morte “ così le due autrici descrivono il loro lavoro, che le ha portate a frugare fra sculture dimenticate “ che la luce a seconda dell’ora del giorno spegne o rivela in tutto il suo splendore “.(…)
Lucia Compagnino
(Il Secolo XIX, 21 Gennaio 2004)